Cosa si intende per polisonnografia

La polisonnografia è l’esame strumentale per diagnosticare episodi di apnea (ostruzione completa) ed ipopnea (ostruzione parziale) che si possono verificare durante il sonno. Tale esame si rende necessario nei casi di sospetta sindrome delle apnee notturne (OSAS) dove un’anamnesi ben condotta può aiutarci a tal proposito. Infatti, il paziente a rischio di OSAS presenta:

  • russamento notturno
  • eccessiva sonnolenza diurna
  • marcata stanchezza giornaliera
  • obesità
  • elevata circonferenza del collo
Patologie correlate alle apnee notturne
Le ripetute apnee ed ipopnee comportano uno sforzo respiratorio con riduzioni della saturazione dell’ossigeno nel sangue, sbalzi della frequenza cardiaca, aumento della pressione arteriosa sistemica e polmonare, frammentazione del sonno con frequenti  risvegli notturni “arousal”. Tutto questo diventa molto pericoloso per la salute del paziente che può sviluppare disfunzioni metaboliche quali resistenza all’insulina, fino al diabete mellito tipo 2, alterazioni di colesterolo e trigliceridi con possibile steatosi epatica, obesità.

Studi recenti indicano che l’OSAS è associata a molteplici patologie croniche con prevalenza differente come riportato qui sotto in tabella (Ministero della Salute – 2016)
PatologiaPrevalenza (%)
ipertensione arteriosa sistemica23 – 30
ipertensione arteriosa sistemica farmaco resistente65 – 83
malattia coronarica30 – 38
scompenso cardiaco12 – 26
fibrillazione atriale32 – 49
stroke58 – 72
diabete mellito tipo II86
insufficienza renale31 – 44
broncopneumopatia cronica ostruttiva9 – 52
In cosa consiste l’esame polisonnografico
La polisonnografia registra durante il sonno numerosi parametri vitali tra cui il flusso d’aria nasale, il movimento toracico, la saturazione d’ossigene nel sangue, la frequenza cardiaca, la posizione del corpo (monitoraggio cardio-respiratiorio). In casi selezionati si possono misurare altri parametri come l’elettroencefalogramma. Grazie alla combinazione dei parametri sopra elencati, sarà possibile effettuare una diagnosi precisa delle eventuali apnee o ipopnee chiarendo, inoltre, la natura centrale o periferica e la gravità delle apnee stesse.
Come si effettua la registrazione
Presso il nostro centro avviene il montaggio dell’apparecchio, il quale viene programmato per poter poi registrare durante la notte tutti i parametri necessari. E’ consigliato indossare una maglietta a maniche corte sopra la quale viene posizionato il dispositivo. Quindi, il giorno seguente alla registrazione notturna, il paziente consegna l’apparecchio e la risposta dell’esame verrà consegnata entro pochi giorni.
Quali parametri vengono registrati
La registrazione strumentale permette di: 
·      identificare tutti eventi respiratori considerati alterati (apnee, ipopne, limitazione flusso) con inizio, fine, durata.
·      calcolare gli “indici” di tali eventi tenendo conto della frequenza degli eventi respiratori nel tempo. In tal modo si può definire la gravità.
·      distinguere gli eventi ostruttivi tipici dell’OSAHS da eventi di altro tipo e quindi porre la diagnosi differenziale con altri disturbi respiratori nel sonno.
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Classificazione degli eventi respiratori patologici

Possiamo suddividere gli eventi respiratori nel sonno in apnee, ipopnee, RERA, FL-Arousal, respiro periodico di Cheyne-Stokes

Apnee

Si parla di apnee quando si ha assenza o riduzione ≥90% del flusso aereo oro-nasale per una durata ≥10 secondi. Durata l’apnea può aversi una desaturazione ossia una riduzione della saturazione di ossigeno ed un microsisveglio, chiamato anche arousal.

Possiamo differenziare le apnee in ostruttive, centrali o miste in base alla correlazione tra assenza di flusso e movimenti toraco-addominali.

Apnea ostruttiva: assenza di flusso aereo con movimenti respiratori di sforzo toracici ed addominali, in contrasto di fase ossia quando il torace si espande, l’addome rientra (respiro paradosso).

Apnea centrale: assenza di flusso aereo e dei movimenti respiratori toraco-addominali

Apnea mista: assenza di flusso aereo dovuto, nella prima parte dell’evento, senza movimenti toracici ed addominali ed in seguito con ripresa dei movimenti toraco-addominali.

Ipopnee

Si parla di ipopnee quando si ha una riduzione ≥ 30% del flusso aereo per una durata ≥ 10 secondi.
Deve necessariamente associarsi a: una desaturazione ≥ 3% (criterio AASM 2012) o ≥ 4% (criterio AIPO) e/o un microrisveglio (“arousal”) dal sonno.

Anche le ipopnee si distinguono in:

Ipopnea ostruttiva: quando il flusso aereo è ridotto ed i movimenti toraco-addominali sono in opposizione di fase o aumentati, come da aumentato sforzo respiratorio.

Ipopnea centrale: quando il flusso aereo e lo sforzo respiratorio sono entrambi ridotti, ma con movimenti respiratori regolari e coordinati.

Respiratory Effort-Related Arousal o RERA 

Sono eventi fasici da ostruzione parziale delle prime vie aeree inferiore rispetto alle apnee ed alle ipopnee con riduzione del flusso < 30% e durata ≥ 10 secondi con aumento dello sforzo respiratorio, senza impatto sulla saturazione di ossigeno (assenza di desaturazione). Tali eventi sono associati a microrisvegli.

Flow Limitation Arousal o FL-Arousal 

– Serie di atti respiratori con appiattimento della curva di flusso nella fase inspiratoria di durata ≥ 10 secondi espressione di una parziale ostruzione delle alte vie respiratorie (< 30%) che si normalizza bruscamente in corrispondenza di un microrisveglio.

Respiro periodico di Cheyne-Stokes

Modificazione ciclica (per almeno 3 cicli) dell’ampiezza del respiro con pattern tipico di “crescendo-decrescendo” con ’identica durata di queste due fasi ; sono spesso presenti apnee centrali interposte fra le oscillazioni del respiro. Per essere clinicamente significativo deve associarsi ad almeno 5 apnee centrali per ora di sonno, oppure avere una durata di almeno 10 minuti consecutivi. Questa alterazione respiratoria è tipica dei pazienti cardiopatici, o con recente ictus cerebri.

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