esame vestibolare

A cosa serve

L’esame vestibolare è di fondamentale importanza per  valutare il paziente affetto da vertigini e disturbi dell’equilibrio. Esso viene effettuato mediante l’utilizzo di occhiali particolari (occhiali di Frenzel) aventi delle lenti biconvesse a circa 20 diotrie o mediante una maschera avente una o due telecame ad infrarosso. L’utilizzo degli occhiali di Frenzel o la maschera ha come scopo quello di evitare che il  paziente fissi  un punto davanti a sé.  Si  studiano, quindi, i movimenti volontari ed involontari (nistagmo). Lo scopo dell’esame è quello di fare diagnosi tra le diverse cause di vertigini: vertigine posizionale parossistica, malattia di Ménière, labirintiti, vertigine emicranica etc.

Come si effettua (Esame vestibolare non strumentale)

L’esame vestibolare si effettua inizialmente facendo sedere il paziente al centro di un lettino medico ed una volta indossati gli occhiali di Frenzel o la maschera  si osservano i momenti degli occhi. Lo studio dei movimenti oculari sia essi volontari che involontari (nistagmo) avviene anche nelle differenti posizioni (posizione supina, fianco destro, fianco sinistro, posizione di Rose) e durante i cambiamenti repentini (posizione di Hallpike/Semont).

Esame vestibolare strumentale

L’esame vestibolare si effettua anche mediante l’ausilio di strumenti in grado di stimolare o inibire separatamente o simultaneamente i labirinti dell’orecchio. Per esempio può essere utilizzata la stimolazione mediante acqua calda e fredda (prove termiche) come pure la stimolazione mediante vibrazione applicata sul muscolo sternocleidomastoideo o sulla mastoide (dietro l’orecchio).

Cosa andiamo ad osservare

Come detto sopra, l’esame vestibolare, ha come scopo lo studio dei movimenti oculari, specie i movimenti involontari (nistagmo). Infatti, nella gran parte delle patologie a carico del sistema vestibolare sia esso periferico (labirinto) sia esso centrale (nuclei vestibolari e vie vestibolari) è presente un movimento involontario degli occhi chiamato appunto nistagmo. Tale movimento oculare può essere spontaneo (ossia presente in posizione centrale di sguardo) oppure evocato o da manovre oculari (per esempio quando si chiede al paziente di ruotare gli occhi) o da cambiamenti di posizione (come nella vertigine parossistica posizionale).

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