donna con mal di testa

Emicrania vestibolare

Cos’è l’emicrania vestibolare?

Il termine “emicrania vestibolare” è stato coniato da Dietrerich e Brandt nel 1999 e stava a significare una condizione caratterizzata da associazione di sintomi vestibolari (vertigini, dizziness etc) in pazienti cefalalgici dove ogni altra diagnosi era esclusa e dove i pazienti rispondevano bene alle terapie utilizzate nella classica emicrania. Nella stessa definizione, veniva anche considerata la possibilità in cui non erano presenti gli attacchi di cefalea.

Altre definizioni

Criteri diagnosi emicrania vestibolare secondo Neuhauser e Lempert

Criteri diagnosi vertigine emicranica secondo Neuhauser e Lempert

Successivamente, sono state coniate altre definizioni come la vertigine emicranica (Neuhauser e Lempert 2001), la vertigine in relazione all’emicrania (Pagnini 20003), la vertigine nelle sindromi emicraniche (IHS 2004).

Nella definizione di vertigine emicranica, i sintomi vestibolari si accompagnano sempre a sintomi quali la cefalea o alle aure come la fotofobia, fonofobia, aure visive. Ovviamente anche in questo caso altre cause di vertigini sono escluse con buona risposta a farmaci antiemicranici.

Classificazione dell' emicrania vestibolare del prof. Pagnini

Classificazione vertigine emicranica – Pagnini

Nel 2003 il prof. Pagnini coniò la definizione di “vertigini nelle sindromi emicraniche” mettendo in risalto soprattuto gli aspetti temporali dei sintomi (vertigine e cefalea) e quindi chiamò vertigine emicranica associata  (VEA) quella condizione in cui gli episodi vertiginoso-posturali erano associati alla cefalea, e vertigine emicranica equivalente (VEE) gli episodi in cui i 2 sintomi non erano presenti contemporaneamente o comunque non associati.

Sempre il prof. Pagnini, differenziò 3 condizioni di VEE quali la vertigine emicranica equivalente precoce in cui i sintomi vestibolari si presentavano precocemente nell’infanzia senza cefalea (vertigine benigna dell’infanzia e il torcicollo parossistico infantile), la VEE intercritica in cui gli attacchi di vertigine si alternano agli attacchi di cefalea, la VEE tardiva in cui gli attacchi di vertigine si presentano in pazienti con storia di cefalea emicranica, in cui i sintomi algici sono scomparsi  (come può accadere dopo una gravidanza o dopo la menopausa).

Aspetti epidemiologici

La prevalenza dell’emicrania negli adulti è molto alta e nelle donne (circa 15%) è 3 volte maggiore rispetto agli uomini (circa 5%). L’età di insorgenza tipica è nella terza/quarta decade di vita

Mentre la prevalenza dei disturbi vertiginoso-posturali è ben tre volte maggiore nei pazienti emicranici rispetto ai ai soggetti non emicranici e circa il 40% dei dei pazienti affetti da vertigine presentano una storia di cefalea emicranica.

Fisiopatologia dell’emicrania vestibolare

Attualmente i meccanismi fisiopatologici che sono alla base della vertigine emicranica non sono ancora del tutto chiari. Esistono vari modelli presi in considerazione per spiegare tali meccanismi e 3 dei quali sono maggiormente accreditati:

1) Mediazione di neurotrasmettitori quali serotonina e noradrenalina come trigger per la crisi vertiginosa ed algica (mal di testa)

2) Azione di tipo trigeminale con successiva vasodilatazione nel sistema nervoso centrale

3) Disregolazione talamo-corticale con successiva eccitabilità delle vie vestibolari

 

Quali sono i sintomi dell’emicrania vestibolare?

Il quadro sintomatologico nella emicranica vestibolare può essere differente di paziente in paziente. I sintomi vestibolari (vertigini, disequilibrio, instabilità posturale) possono accompagnarsi alla cefalea o possono essere indipendenti. Quando non si accompagnano alla cefalea diventa sicuramente più difficile la diagnosi e quindi va posta attenzione maggiormente alla storia clinica del paziente (episodi pregressi di cefalea, equivalenti emicranici nell’infanzia etc.) nonché i fattori scatenanti gli episodi vertiginoso-posturali.

Quindi i criteri indispensabili sono i seguenti:

  1. Soggetti con emicrania vera classificate secondo il sistema internazionale delle cefalee (I.H.S.)
  2. Presenza di episodi ricorrenti di crisi vertiginose e/o turbe posturali
  3. Assenza di altra patologia  che giustifichi i sintomi vertiginoso-posturali
  4. Esclusione di patologie neurologiche (RMN encefalo negativa)
  5. Assenza di fattori di rischio vascolare clinicamente importanti

 

Fattori scatenati gli attacchi di vertigini o cefalea

I fattori che possono influenzare l’andamento delle crisi vestibolari e/o cefalalgiche sono tanti tra i quali:

fattori che scatenano l'emicrania e l'emicrania vestibolare

Fattori scatenanti l’emicrania – J.W. Park et al.

Fattori temporali: 

  • periodo perimestruale
  • andamento stagionale
  • cambiamenti atmosferici
  • ora del giorno

Fattori comportamentali

  • stress, affaticamento
  • disordini del sonno
  • alimenti particolari
  • cambiamenti di abitudini

 

Esami diagnostici

Nel sospetto di emicrania vestibolare è di fondamentale importanza escludere altre cause di vertigini ricorrenti e quindi risulta necessario fare, oltre ad una anamnesi completa, almeno i seguenti esami diagnostici: esame vestibolare, esame audiometrico, RMN encefalo. Nei casi di difficile interpretazione, può essere utile un approfondimento mediante potenziali evocati miogenici (vemp’s)elettrococleografia, TC rocche petrose.

 

Emicrania vestibolare associata ad altre patologie

Grazie a studi epidemiologici si è notato che vi è una stretta correlazione tra emicrania vestibolare e malattia di meniere. Infatti  la prevalenza di emicrania oscilla tra il 40% e il 55% nei menierici rispetto a circa il 20% dei non menierici. Nonostante questi dati, non è ancora del tutto chiarito il meccanismo fisiopatologico che metterebbe in relazione le due patologie.

Altra condizione spesso associata all’emicrania vestibolare è la vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB) (otoliti). Infatti, nei pazienti affetti da VPPB l’incidenza di emicrania è circa il 50% e la possibilità di una ricorrenza degli episodi di VPPB è circa il 70%.

Nessuna associazione invece è stata trovata con la neurite vestibolare (nel linguaggio comune labirintite)

 

Quali sono le cure?

Flunarizina nella profilassi dell'emicranica e nell'emicrania vestibolare

Profilassi emicrania con Flunarizina – Lepcha et al.

 

I farmaci che possiamo utilizzare nelle vertigini emicraniche sono vari ed alcuni dei quali utili in fase acuta come i triptani, i FANS, i psicoattivi mentre altri nelle fasi intercritiche (ossia quando non sono presenti i sintomi) i farmaci così detti preventivi come i calcio antagonisti (funarizina), beta-bloccanti, antidrepessivi triciclici, antiepilettici etc. La scelta di uno o più farmaci dipende da paziente a paziente ed è legato oltre che dalla qualità e dalla frequenza dei sintomi  anche dalle controindicazioni ai farmaci stessi. Infatti i beta-bloccanti andrebbero evitati nei pazienti ipotesi o bradicardici così come la flunarizina andrebbe evitata nei pazienti depressi o obesi.

 

 

 

 

Leggi l’articolo scientifico sulla Vertigine Emicranica

Vertigine emicranica
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